Chi Sono

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Mi presento: il mio nome è Giorgio Cusin, sono nato in quel di San Maurizio C. (TO) il 24/7/63 e da alcuni anni faccio una cosa che mi affascina, mi appassiona e coinvolge ogni secondo della mia giornata: cerco di vivere il famoso “quì e ora”.

Confesso che questo mio tipo di interpretazione della Vita è molto impegnativo, ma ciò che ottengo come risultato mi appaga tantissimo e non lo cambierei per niente al mondo, se non in un caso, e cioè: se arrivasse qualcuno che mi presenta un modo migliore per stare al mondo e me lo dimostra.

Se tale metodo risultasse veramente più efficace e potente di quello che uso attualmente, sarei disposto a cambiare rotta immediatamente. Sino ad oggi non è ancora successo, per cui continuo con quello che sto facendo, entrando sempre più dentro al tutto. Mi ci sono voluti tanti anni per capire che cosa volesse dire “qui e ora”, anche se per un certo periodo pensavo di averne già compreso il significato, ma nel proseguo del mio cammino ho realizzato che non era così e che questo tipo di approccio alla Vita richiede un impegno costante per essere assimilato e praticato, e il suo processo di apprendimento credo non finirà mai, è praticamente impossibile poter affermare di aver imparato a sufficienza, in nessun ambito della propria esistenza.

Una delle più grandi ricchezze che continua a portarmi tale sistema di vita è quello di trovare piacere anche nelle più piccole cose, all’apparenza magari poco significative per molte persone, ma che invece mi conducono ad essere felice, uno degli obiettivi più ambiti, o forse il principale? Dico forse perché a volte non sembra così, se ci ferma a guardare il mondo e il suo funzionamento. Quando qualcuno mi chiede come sto ed io rispondo: “Molto bene, grazie!”, nella stragrande maggioranza dei casi non vengo creduto (si nota dalle espressioni e dalle parole di chi riceve tale risposta). Andando oltre, tra chi mi pone questa domanda, alcuni mi chiedono poi cosa faccio per essere così positivo, mai lamentoso, etc., ma anche in questo caso casca l’asino, cioè la mia risposta non viene creduta o comunque lascia molti dubbi. Faccio alcuni esempi che chiariscano il concetto, almeno spero: ciò che ripeto sovente è che se io cambio i lacci ad un paio di scarpe che uso normalmente, sono felice perché è come se avessi delle calzature nuove. Oppure: quando sostituisco i copertoni ad una delle mie biciclette, di nuovo sono felice perchè è come se avessi una bici nuova e che va più forte.

Ci sono un’infinità di situazioni che mi hanno portato ad essere così come sono, e le ringrazio tutte, ma sicuramente una delle cose che più mi ha aiutato è stata “La Vecchia Leggenda Indù”, uno scritto che riassume tutto, dal mio punto di vista ovviamente, e che riafferma ciò che ho sempre sentito dire: è tutto dentro di noi, basta aver voglia di guardare e tirare fuori!“

“Una vecchia leggenda indù racconta che vi fu un tempo in cui tutti gli uomini erano Dei. Essi però abusarono talmente della loro divinità, che Brahma – signore degli dei – decise di privarli del potere divino e di nasconderlo in un posto dove fosse impossibile trovarlo. Il grande problema fu quello di trovare un nascondiglio. Quando gli dei minori furono riuniti a consiglio per risolvere questo dilemma, essi proposero la cosa seguente: “seppelliamo la divinità dell’uomo sul monte più alto della Terra”. Brahma tuttavia rispose: “No, non basta. Perché l’uomo scaverà e la ritroverà”. Gli dei, allora, replicarono: “In tal caso, gettiamo la divinità nel più profondo degli Oceani”. E di nuovo Brahma rispose: “No, perché prima o poi l’uomo esplorerà le cavità di tutti gli Oceani, e sicuramente un giorno la ritroverà e la riporterà in superficie”. Gli dei minori conclusero allora: “Non sappiamo dove nasconderla, perché non sembra esistere – sulla terra o in mare – luogo alcuno che l’uomo non possa una volta raggiungere”. E fu così che Brahma disse: “Ecco ciò che faremo della divinità dell’uomo: la nasconderemo nel suo io più profondo e segreto, perché è il solo posto dove non gli verrà mai in mente di cercarla”.
A partire da quel tempo, conclude la leggenda, l’uomo ha compiuto il periplo della terra, ha esplorato, scalato montagne,scavato la terra e si è immerso nei mari alla ricerca di qualcosa che si trova dentro di lui.”